Venticinquesimo anniversario Guglielmo Mozzoni
Guglielmo Mozzoni (Milano, 1915) è un architetto ed ex partigiano italiano.
Passa la giovinezza nella casa paterna a Varese; studia al ginnasio e quindi al liceo classico. Nel 1934 si iscrive al Politecnico di Milano dove si laurea in architettura nel 1939. Nello stesso anno ottiene l’abilitazione alla professione.
Durante la Seconda guerra mondiale è ufficiale nell’esercito con il grado di capitano. Il 25 luglio 1943 riceve l’incarico dal Comandante del III Corpo d’armata di Milano di recarsi al Comando dei Fasci per chiederne la resa, che ottiene.
Dopo l’8 settembre entra nella Resistenza e diventa ufficiale di collegamento tra gli alleati e il Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia; il giorno della liberazione è lanciato in paracadute su Milano dalla “Special Force”I cimeli di questo evento sono esposti al museo del Risorgimento in Via S.Andrea a Milano).
Nel 1945 inizia la carriera di architetto, aprendo uno studio a Milano e a Varese insieme al collega Luigi Ghidini.
Il 25 aprile 1970 è invitato dalla regina Elisabetta II alla Corte d’Inghilterra a rappresentare l’Italia nella ricorrenza del venticinquesimo anniversario della Liberazione.
Negli anni settanta fonda il movimento dei Comitati di Resistenza Democratica, che riuniva ex partigiani e antifascisti di diversa estrazione, tra cui Edgardo Sogno; l’obiettivo del movimento era di opporsi anche con le armi a una conquista del potere sia pure con mezzi democratici da parte del Partito Comunista.
Nel 1999 vince il primo Premio Nazionale di Architettura “Trevi Flash Art Museum” con un progetto per il salvataggio della torre di Pisa.
È stato tra gli architetti ammessi a partecipare alla garaGrandi firme per il Pirellone bis per la progettazione e costruzione a Milano della nuova sede della Regione Lombardia.
Nel 2000 costituisce l’associazione La Città Ideale, attiva sia nell’urbanistica che in tematiche legate alla democrazia telematica.
È sposato con Giulia Maria Crespi.
Anniversario Occhiolà
Occhiolà è un antico borgo distrutto dal terremoto del Val di Noto del 1693, sito a circa 3 km a nord di Grammichele (CT).
Dalle rovine di Occhiolà nacque l’odierna Grammichele, città a pianta esagonale, voluta dal principe Carlo Maria Carafa su disegno dell’architetto Fra’ Michele da Ferla.
Nella zona di Occhiolà sopravvisse la chiesa e l’eremo della Madonna del Piano.
Nel 1993, in occasione del 300° anniversario, si avviò la realizzazione del Parco Archeologico di Occhiolà, interessato da frequenti campagne di scavo.
Occhiolà è indicata come l’antica città greca di Echetla.
I reperti archeologici sono conservati presso il locale museo comunale di Grammichele e presso il Museo Archeologico “Paolo Orsi” di Siracusa.